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Che cos'è esattamente un'illustrazione tecnica?

Non è un'immagine come tutte le altre? In cosa si differenzia, dunque, da un disegno tecnico?

Queste e molte altre domande sorgono spontanee quando ci si confronta per la prima volta con l'Illustrazione Tecnica. Parlando con esperti in materia, è di fondamentale importanza conoscere i tecnicismi e saperli usare correttamente: gli esperti, infatti, mostrano spesso una certa suscettibilità di fronte ad un uso errato dei termini. In altre parole, l'impiego di tecnicismi consente al cliente di farsi un'opinione del rivenditore, in un senso o nell'altro. L'uso corretto è segno di impegno attivo nel settore e di conoscenza dello stesso, mentre l'utilizzo improprio si ripercuote negativamente sulla sua immagine di interlocutore affidabile.Qui di seguito si spiegano, ricorrendo anche ad esempi, i tecnicismi fondamentali dell'Illustrazione Tecnica.

Definizione

Con l'espressione "illustrazioni tecniche" si indicano generalmente le immagini utilizzate nei documento tecnici. Un'illustrazione tecnica, comunque, può comparire anche sul display di uno stand fieristico oppure in un dizionario.

Per comprendere meglio il termine, si riporta la seguente definizione:

Un'illustrazione tecnica rappresenta un dispositivo tecnico oppure anche una situazione in cui si trova al momento detto dispositivo. Vi vengono mostrati soltanto i particolari del dispositivo che sono fondamentali perché l'illustrazione comunichi le informazioni previste, mentre si tralasciano i dettagli non importanti. Ricorrendo alla prospettiva ed ai mezzi stilistici grafici ed allontanandosi dalla precisione tecnica (rappresentazione non in scala, disegno a "occhio") si sottolineano i dettagli basilari dell'illustrazione.

È opportuno spiegare questa definizione. In funzione del suo utilizzo (ad esempio, in un catalogo ricambi oppure in un manuale di riparazione) un'illustrazione deve assolvere a compiti differenti. In un catalogo ricambi un dispositivo (o una sua parte) viene rappresentato in maniera tale da poter essere identificato in maniera univoca. In un manuale di riparazione l'attenzione si concentra, invece, su come procedere in relazione al dispositivo.

In questo caso, solitamente, si presenta una situazione, ad esempio il montaggio o lo smontaggio del particolare.In tutti i casi non si tratta mai di mostrare ogni più piccolo dettaglio del dispositivo. Nella maggior parte dei casi, detti particolari risultano non soltanto superflui, ma addirittura fastidiosi, in quanto distolgono dal concetto principale. Per potenziare questo effetto, spesso i particolari importanti vengono evidenziati mediante linee più spesse o ricorrendo al sovradimensionamento.

Disegno tecnico ed illustrazione tecnica

Spesso non è chiaro se ci siano differenze tra un disegno tecnico ed un'illustrazione tecnica e, in caso di risposta affermativa, in che cosa eventualmente consistano.

I disegni tecnici sono necessari per progettare e costruire una macchina. Le illustrazioni tecniche se ne discostano in maniera netta: si utilizzano per rappresentare una macchina nel modo più chiaro e più semplice possibile, senza mostrare tutti i particolari.

Un disegno tecnico è una rappresentazione in scala di un dispositivo o di un particolare con le viste necessarie per descriverlo con precisione. Parlando di "viste" si intendono le rappresentazioni della parte, ad esempio, in vista frontale, dall'alto e laterale. In questo caso non si hanno, di norma, rappresentazioni prospettiche.

I disegni tecnici costituiscono il mezzo di comunicazione tra l'ufficio progetti e l'officina; servono per descrivere macchinari o impianti in maniera tanto chiara da poterli realizzare sulla base di questi dati: è necessario, dunque, che sia ben determinato anche il più piccolo dettaglio affinché il disegno risulti univoco. In questo caso contano i dati relativi alla forma, alle dimensioni, alla finitura superficiale, al materiale, ecc., da riportare secondo norme e regole di disegno ben precise. La lettura di un disegno tecnico può essere laboriosa, in quanto si deve interpretare una grande quantità di informazioni.

 

 
Le illustrazioni tecniche devono rappresentare un particolare in modo tale che si possa riconoscerlo in maniera univoca. Allo scopo non tutti i dettagli hanno un ruolo fondamentale. Nella maggior parte dei casi le parti si presentano in prospettiva, in quanto questa forma di rappresentazione è più affine al modo di vedere dell'occhio umano: ecco perché l'illustrazione tecnica risulta comprensibile anche a chi non è un disegnatore tecnico.

 

 

Viste e prospettive

Un disegno o un'illustrazione sono realizzati disegnando un pezzo così come lo si vede da una determinata direzione.I disegni tecnici utilizzano le cosiddette viste tecniche per la rappresentazione di un pezzo: queste mostrano un'immagine del pezzo univoca e completa. Le illustrazioni tecniche impiegano rappresentazioni prospettiche, più facili da comprendere, e in funzione dell'impiego e del tipo di illustrazione si fa ricorso a prospettive differenti. Tra le viste tecniche si annoverano, ad esempio, la vista frontale, quella laterale e quella dall'alto: esse mostrano, senza alcun effetto prospettico, i particolari visibili dalla direzione di volta in volta in questione. i bordi nascosti si rappresentano tratteggiati.

                   

L'illustrazione tecnica impiega, invece, rappresentazioni prospettiche. Si può dire, semplificando, che quanto più naturale risulta l'effetto della prospettiva, tanto più lavoro richiede l'utilizzo della stessa nell'illustrazione. Il motivo sta nella riduzione prospettica. L'esperienza insegna che un oggetto lontano sembra più piccolo di quanto non appaia quando si trova vicino a chi guarda. Si può anche dire che tutte le lunghezze si riducono in funzione della distanza dall'occhio dell'osservatore.

Questa riduzione porta ad una prospettiva accidentale. Detta prospettiva corrisponde alla visione dell'occhio umano o anche di una macchina fotografica. Lo svantaggio di questa prospettiva, però, sta proprio nel suo modo di rappresentare l'oggetto in maniera fedele alla realtà, poiché questo implica che tutte le parti devono essere raffigurate diversamente quando varia la loro posizione rispetto all'osservatore. Per l'illustrazione ciò significa che si deve ridisegnare un particolare anche se viene soltanto spostato sulla superficie del disegno.

      

Si può contenere la portata del lavoro optando per un'altra forma di rappresentazione che, sebbene abbia un effetto meno naturale, risulta però più facile da realizzare: si tratta delle rappresentazioni in prospettiva parallela. A differenza della prospettiva accidentale, due linee parallele nella realtà restano tali anche nell'illustrazione: in questo caso, infatti, non è assolutamente importante la direzione da cui si osserva il pezzo.

Il grande vantaggio sta nel fatto che un particolare disegnato in prospettiva parallela si può spostare a piacere senza doverlo ridisegnare. 

Esempio: considerate la pagina di un catalogo ricambi. Quando si devono aggiungere nuove parti a seguito di modifiche costruttive, gli altri particolari vanno necessariamente spostati per fare spazio. Con una prospettiva accidentale questo comporterebbe la necessità di ridisegnare questi particolari, mentre con una prospettiva parallela si può procedere semplicemente al loro spostamento.

Si annoverano tra le prospettive parallele la proiezione trimetrica, la proiezione dimetrica e la proiezione isometrica. Esistono, inoltre, varie proiezioni oblique, come ad esempio la prospettiva cavaliera, che si impiegano però di rado.

La differenza tra questi tipi di prospettiva sta nella direzione da cui si osserva il pezzo e la proiezione trimetrica ne rappresenta la forma più comune: consente, infatti, qualsiasi direzione di osservazione.Per poter evidenziare la differenza rispetto alla proiezione dimetrica ed isometrica, si deve spostare l'attenzione sul problema della riduzione prospettica.

Nell'illustrazione a lato viene raffigurato un cubo con i bordi di 100 mm ciascuno, cioè ogni linea che si vede ha una lunghezza reale di 100 mm. Se si rileva la misura sul foglio, si vedrà, però, che le singole linee hanno lunghezza differente: è questo il risultato della riduzione prospettica, che dipende dall'angolo di osservazione del cubo.

I bordi del cubo si possono considerare gli assi principali di un sistema di coordinate ed ogni asse è caratterizzato da un suo proprio fattore di riduzione. Ci sono casi particolari che semplificano notevolmente il lavoro con questi fattori. Non c'è dubbio, infatti, che sia molto laborioso quando una misura di 100 mm produce lunghezze differenti a seconda del bordo del cubo in questione. Se venissero utilizzati gli stessi fattori di riduzione sui diversi assi, il problema sarebbe risolto.

 
Uno di questi casi particolari è la proiezione dimetrica. Con questo termine si fa riferimento alle prospettive per le quali due dei tre fattori di riduzione risultano uguali. Esiste tutta una serie di angoli per cui vale questa condizione. Per uniformità, nella maggior parte dei casi si sceglie la proiezione dimetrica come da DIN 6, dove la proiezione degli assi principali dell'illustrazione forma con l'orizzontale angoli di 7° o 42°.

 

 

C'è, comunque, anche un caso in cui tutti e tre i fattori di riduzione sono uguali: la proiezione isometrica. Gli assi principali dell'illustrazione formano, in questo caso, angoli di 30° con l'orizzontale.Dal punto di vista del disegno vero e proprio, la proiezione isometrica, dunque, rappresenta la forma più semplice di disegno in prospettiva e questo ha fatto sì che diventasse la prospettiva standard della documentazione tecnica

La si utilizza soprattutto nell'ambito della ricambistica, dove è importante innanzi tutto la riconoscibilità delle figure più che non la loro naturalezza. Viene impiegata spesso anche nei manuali operativi e di riparazione, dove, però, si ricorre anche alla prospettiva centrale. Questa scelta è da mettere in relazione al fatto che, in questo settore, spesso si ricalcano foto e la prospettiva, di conseguenza, esiste già.

Ellissi

Strettamente correlato a quello della prospettiva è il problema delle ellissi, l'elemento chiave dell'Illustrazione Tecnica.

Qualsiasi cerchio o arco varia in proiezione prospettica. Nella proiezione parallela diventano ellissi, nella prospettiva accidentale curve a forma di uovo. Una delle maggiori difficoltà del disegno prospettico sta nello stabilire quali siano le ellissi corrette per una determinata posizione.

La soluzione più semplice sta nell'osservare un cilindro che viene inclinato gradualmente, portandolo dalla posizione orizzontale in quella verticale. La sezione del cilindro appare dapprima come un cerchio, diventando un'ellisse sempre più piatta man mano che si passa da un livello di inclinazione all'altro, fino ad apparire come una linea nella posizione verticale.

La prospettiva stabilisce in maniera precisa l'ellisse corrispondente a ciascuna inclinazione. Per il disegno manuale si hanno a disposizione goniometri e tabelle di calcolo, che aiutano a determinare l'angolo di apertura dell'ellisse. Questo valore definisce la posizione spaziale dell'ellisse.

Un secondo esempio mostra come un cilindro venga ruotato intorno ad un asse nella proiezione isometrica. Anche in questo caso si deve osservare la variazione delle ellissi.A questo punto sarebbe opportuno considerare quali possibilità si conoscano per generare ellissi con un programma. Nella maggior parte dei casi si può soltanto disegnare cerchi o archi compressi orizzontalmente o verticalmente.

Una serie di programmi di grafica, poi, offrono funzioni per la successiva rotazione di queste ellissi. Spesso un'ulteriore elaborazione, ad esempio il taglio preciso in punti a piacere oppure una variazione del diametro, si può eseguire, ma risulta molto laboriosa e, in più, nella maggior parte dei casi non è possibile inserire delle misure.

A questo si aggiungano esigenze di carattere grafico, vale a dire spessori differenti delle linee ed un passaggio graduale dall'uno all'altro (vedere paragrafo successivo).Va specificato, inoltre, che proprio la determinazione delle ellissi ed il lavoro con le mascherine per disegnare le stesse erano i motivi per cui molti disegnatori non riuscivano a cavarsela nel disegno prospettico manuale.

Spessori delle linee

Nell'Illustrazione Tecnica spessori differenti delle linee si utilizzano principalmente per ragioni legate alla raffigurazione e per potenziare l'effetto prospettico. La regola più importante riguardante l'impiego di linee di spessore diverso si riferisce alla corretta ripartizione di linee "spesse" e "sottili" per i bordi esterni ed i bordi interni dell'oggetto disegnato. Un bordo si disegna spesso se dietro lo stesso non c'è che "aria"; i bordi interni, di conseguenza, sono quelli che - dall'angolo di osservazione del disegno - non rappresentano un'interruzione tra l'oggetto e l'ambiente circostante.

In parole più semplici:

Se posso mettere un dito dietro alla linea, allora la traccio spessa; in caso contrario, devo disegnarla sottile.

Il rapporto tra linee spesse e linee sottili dovrebbe essere circa di 2:1.

Le ellissi richiedono un'attenzione particolare. Nel disegnare un'ellisse, infatti, una metà viene rappresentata come bordo esterno e l'altra metà come bordo interno: si ha, quindi, l'incontro di una linea spessa e di una linea sottile. Per poter ottenere un buon effetto ottico, nell'area in cui si incontrano la linea spessa si deve assottigliare gradatamente fino a diventare sottile.Tutte le mezzerie vengono rappresentate con linee a tratti e punti ed ombreggiate (isolate dallo sfondo).

Lo spessore (larghezza) del tipo di linea dipende dalle dimensioni del disegno una volta stampato e dall'uso che si intende farne. Le linee devono avere uno spessore tale da non rompersi in sede di trasferimento su film, ma nel contempo non devono neppure essere tanto spesse che due linee adiacenti si fondono insieme. Questo fatto si deve tenere in particolare considerazione quando si riducono notevolmente le dimensioni d'utilizzo rispetto alle dimensioni del disegno (trasferimento su microfilm). Se si seleziona un particolare di un grande disegno (dunque, se se ne ingrandisce una parte), si devono aumentare tutti gli spessori.

Per determinati tipi di illustrazione ci si discosta dalle direttive di base relative allo spessore della linea:

Rappresentazioni fantasma

Con questo termine ci si riferisce alla rappresentazione di componenti o sottogruppi che vengono inclusi in un'illustrazione per facilitarne la comprensione. Prendiamo, ad esempio, un ambiente di montaggio in un catalogo parti di ricambio: in questo caso tutte le linee si disegnano "sottili". La rappresentazione fantasma si riconosce bene, pur passando in secondo piano rispetto alle parti di ricambio disegnate in stile "normale".

Evidenziazione di un particolare

Se è opportuno evidenziare in maniera particolare alcuni componenti (ad esempio, indicando le distanze di regolazione tra due parti oppure per contrassegnare una parte soggetta ad usura), si possono disegnare spesse tutte le linee: in questo modo i componenti saltano subito all'occhio.

Scala

A differenza del disegno tecnico, nell'illustrazione tecnica si pone l'accento sul riconoscimento delle parti e sulla facilità di comprensione anche da parte dell'utente che non abbia nessuna preparazione specifica in materia.Spesso risulta di poca importanze, se non addirittura impossibile, attenersi ad una scala standard. Per chiarire il concetto si riporta il seguente esempio: Se in un'illustrazione si mostrano particolari grossi e particolari molto piccoli insieme, c'è il pericolo che le parti piccole, in sede di stampa, "si fondano insieme" o semplicemente non risultino riconoscibili.

Per questo motivo nell'illustrazione di cui sopra, ad esempio, la vite viene rappresentata molto più grande di quanto non lo sia in realtà. Nella maggior parte dei casi l'osservatore non si accorge assolutamente di questa manipolazione, cogliendo soltanto l'informazione che costituisce il contenuto principale dell'illustrazione.

Un altro motivo del disegno non in scala o inesatto è da ricercare nel fattore tempo. Come già accennato in parecchi punti, il tempo di realizzazione ha un ruolo importante nella Documentazione Tecnica. Se tutto viene disegnato con estrema precisione, è necessario un laborioso lavoro di ideazione e di calcolo a livello rappresentativo e questo richiede parecchio tempo. Nella maggior parte dei casi si utilizzano soltanto le misure di riferimento principali così da rappresentare correttamente le proporzioni dell'oggetto; spesso i particolari, come ad esempio i fori, vengono inseriti dopo, con dimensioni ad occhio.

Ricalcatura di modelli

Questa pratica per la realizzazione delle illustrazioni è stata presa dal metodo tradizionale (disegno manuale) per utilizzarla anche in sede di creazione delle illustrazioni per via elettronica. Le ragioni sono molteplici: Si supponga, ad esempio, di dover inserire nel computer l'archivio disegni esistente. Per poter poi ottenere una buona qualità di output ed essere in grado di apportare delle modifiche, non è sufficiente ricorrere all'uso dello scanner.

È necessario riprodurre i disegni con un programma vettoriale per l'elaborazione delle illustrazioni.Un altro motivo è da ricercare nella tecnica della riproduzione stessa. Se un illustratore dispone di un modello, non è legato ad una voluminosa documentazione tecnica, dunque anche una persona che non abbia dimestichezza con il settore delle illustrazioni può facilmente acquisire questa tecnica. Avendo costantemente a che fare con la ricalcatura (soprattutto nel caso di modelli costituiti da foto), un illustratore può realizzare rapidamente disegni al tratto, con una notevole efficacia in fatto di costi, soprattutto quando entrano in gioco grosse quantità.

Questo lavoro è adatto anche per essere assegnato a fornitori di servizi. La ragione forse più importante per la quale oggi si ricalcano foto, soprattutto nel settore automobilistico, è costituita dalla facile riconoscibilità da parte di un utente di una situazione reale, in presenza di astrazione limitata e contemporanea rappresentazione soltanto di quanto realmente essenziale. Il proprietario dell'automobile riconosce nella sua auto proprio la situazione che viene mostrata nell'illustrazione contenuta nel manuale d'istruzioni.In sede di ricalcatura di foto, una particolarità deriva dal modello stesso.

Ogni foto è presa da un angolo visivo diverso ed ha, quindi, una prospettiva differente. La rappresentazione non è isometrica. Questo acquista notevole significato soprattutto per l'elemento più importante, l'ellisse, poiché si utilizzano sempre angoli di apertura diversi. In sede di creazione manuale delle illustrazioni, illustratori con una certa esperienza ottengono tempi esecutivi molto ridotti; realizzando delle illustrazioni per via elettronica, dunque, risulta importante raggiungere almeno il medesimo grado di rapidità.

Metodi tradizionali

Che strumenti si usano per il disegno manuale?

  • Carta da lucido
  • Matita, rapidograf
  • Mascherina per disegnare ellissi, righello
  • Gomma per cancellare, sgarzino
  • Tavolo luminoso
  • Fotocopiatrice con funzione di ingrandimento/riduzione
  • Reprocamera
  • Carta, carta fotografica
  • Pagine di testo finite e colla

Nel caso di una grossa illustrazione oppure di esplosi su parecchi fogli, si butta giù prima un layout delle pagine, quindi si esegue un disegno a matita su carta da lucido. Gli illustratori esperti possono, in questa fase, limitarsi ai contorni ed alle linee più importanti. Una volta controllato, si passa alla "bella copia" del disegno utilizzando rapidograf di diverso spessore. Eventualmente si mette un nuovo lucido sul disegno a matita e si effettua una ricalcatura.

Spesso, per vedere meglio tutti i particolari del modello, si utilizza come piano da disegno un tavolo luminoso.Anche nel caso di una fotografia, le si mette sopra un lucido.Alla fine, si inseriscono il testo o i numeri di posizione utilizzando il normografo. Per correzioni da apportare sul disegno, la china si toglie utilizzando uno sgarzino: nel farlo, è opportuno procedere con cautela.Le modifiche, specialmente se molteplici e da apportare sul medesimo foglio, risultano laboriose e limitate dallo spessore del lucido; per evitare di bucare il foglio, in alcuni casi si ritaglia un'intera sezione del foglio, inserendone una ridisegnata.

Se i disegni si devono riutilizzare, si copia direttamente su lucido un disegno esistente e si fanno le aggiunte, oppure si mette una copia su carta (eventualmente in scala) sotto il lucido per effettuarne la ricalcatura.Una volta finito il disegno, si esegue mediante reprocamera una stampa su carta, la si ritaglia a misura e la si monta (incolla) nel frame grafico della pagina del documento.

Queste sono le varie fasi, dal primo tratto fino all'illustrazione finita del manuale, attraverso cui bisogna passare se si utilizza il metodo di disegno tradizionale: il tempo necessario (due disegni ed il montaggio) ed i costi aggiuntivi costituiscono, ovviamente, dei fattori cruciali anche nel caso di un'illustrazione nuova. Per quanto concerne la realizzazione tramite computer il grande vantaggio è costituito dalle possibilità offerte in fatto di riutilizzo e di aggiornamento. Questo vantaggio, inoltre, si può rendere ancora più marcato facendo ricorso a librerie (particolari standard, componenti utilizzati spesso) e ad un data base.

Si desidera sottolineare ancora una volta un'importante differenza tra i due metodi:Nel disegno manuale l'illustratore può contare solo su stesso e sulle sue capacità. Gli strumenti a disposizione sono molto limitati e, ad esempio, quando si utilizzano le mascherine per disegnare delle ellissi comportano una buona dose di immaginazione per stabilire quale sia l'angolo di apertura corretto (vedere ricalcatura di modelli fotografici).

Dal momento che nella maggior parte delle nazioni non sono previsti corsi per diventare Illustratore Tecnico (se non in centri o istituti privati), si può dire che da sempre ci sia una carenza di illustratori con una formazione specifica. In Inghilterra esistono "college" specializzati per illustratori tecnici e questa è una delle ragioni per cui in questo settore si possono incontrare così tanti Inglesi.

Rappresentazione 2D - 3D

Per la creazione di illustrazioni da utilizzare nella documentazione tecnica la rappresentazione 2D risulta del tutto soddisfacente. Una volta disegnata una vista, le informazioni delle aree che stanno dietro non sono più necessarie. Un file 3D, naturalmente, offre la possibilità di ruotare il particolare ed ottenerne un'altra vista per una diversa finalità d'impiego. A questo si contrappongono, però, un lavoro extra e la necessità di disporre della documentazione tecnica in tempi brevi e nella forma più aggiornata possibile.

La realizzazione di un disegno 3D comporta tempi decisamente superiori (soprattutto relativamente alle modifiche) e per l'illustratore una preparazione aggiuntiva nel campo della matematica. Un programma CAD, inoltre, non riesce o riesce soltanto con fatica a soddisfare i requisiti che si richiedono all'illustrazione (ad esempio, spessore delle linee, rappresentazione non in scala, attributi grafici, formati dei dati). Per non parlare, poi, della maggior capacità di memoria richiesta per i dati 3D.

Desideri del cliente

Chiunque si trovi ad eseguire per la prima volta il suo solito lavoro con l'ausilio di un computer e di programmi tenterà, per prima cosa, di lavorare come ha sempre fatto. E questo vale, naturalmente, anche per l'illustratore.

Una volta che ha acquistato familiarità con le possibilità offerte dalla creazione di illustrazioni per via elettronica, si osserva un'impennata dei suoi desideri in fatto di semplicità, rapidità e funzioni automatiche, e questo soprattutto in relazione alla fasi meno creative del lavoro.

C'è, poi, il direttore responsabile del reparto Documentazione Tecnica, che vuole ridurre i costi, tagliare i tempi e razionalizzare le operazioni. Un tema importante in questo contesto è l'utilizzo di dati già esistenti, soprattutto quelli di programmi CAD.

La soluzione ideale sarebbe che, premendo un pulsante, i dati CAD passassero automaticamente nella documentazione, assumendo - sempre automaticamente - gli elementi stilistici grafici utilizzati nel documento senza creare problemi di sorta. Va da sé che le modifiche grafiche verrebbero apportate in automatico in tutti i documenti interessati, ma soltanto in quelle parti in cui si desidera che ciò avvenga.



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